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Prima delle vacanze...

schnee | 11 Luglio, 2007 19:06

Prima della pausetta estiva (indovinate dove andiamo in vacanza??!!), Radio Balkaut vi stupisce con un ospite d'eccezione. Avremo con noi Luca Rastello (giornalista e scrittore torinese, direttore di osservatorio balcani) negli studi di radio Blackout per chiaccherare, non sappiamo bene ancora di cosa...

...perchè quando leggi un libro che ti fa piangere, tanto, e ti fa incazzare, tantissimo, non è poi così semplice commentarlo in modo più o meno oggettivo. Parlo di "la Guerra in casa" scritto da Rastello; libro che non parla solo di guerra nell'ex jugoslavia ma anche dell'indifferenza del cosiddetto occidente, che non riesce a vedere oltre l'adriatico. Racconta  di come le organizzazioni internazionali abbian saputo soltanto gettare merda sulla merda che quel conflitto di merda già produceva. Narra in modo semplice, storie semplici e banalmente tragiche, come di un giovane che il giorno prima va all'università e il giorno dopo è un cecchino. L'assurda fine di Moreno Locatelli, ucciso a Sarajevo sul ponte di Vrbanja, durante una manifestazione di pace. Sulla base di questo questo libro è in seguito nato un piccolo capolavoro teatrale " A come Srebrenica", un monologo di Roberta Biagiarelli.

In ogni caso vi rimando alla recensione del mitico Mavco Buttino. 

a martedì prossimo dunque, sempre puntualissimi alle 20.30,

stay tuned!

Vrbanja

Ponte di Vrbanja

Vi prego
gridate
che qui la gente muore
di granate
di snajper (cecchini)
di malattie
ma anche
di paura
di angoscia
di disperazione
perché non c'è pace
non c'è pane
e l'inverno arriva
e nessuno crede
che non li abbiamo dimenticati.
Vi prego
gridate.

Gabriele Moreno Locatelli (1993)

Il 3 Ottobre 1993 MOreno stava attraversando il ponte Vrbanja sul torrente Miljacka, che divide la città, per un'azione simbolica rivolta alle due parti in conflitto: volevano deporre una corona di fiori sul luogo della prima vittima di quella guerra (la giovane Suada Dilberović uccisa nell’aprile del 1992 durante le prime manifestazioni per la pace a Sarajevo), e quindi offrire del pane ai soldati bosniaci e a quelli serbi, che si fronteggiavano dalle sponde opposte del ponte; di questa piccola manifestazione erano state avvisate le milizie che si contrapponevano quotidianamente nella città.

Sul ponte venne raggiunto dai colpi di un cecchino, quando assieme ai suoi compagni stava ritornado sui suoi passi a seguito di alcune mitragliate di avvertimento sparate sul loro percorso sul ponte.

Morirà qualche ora dopo. Insieme con lui c'erano due grandissimi amici che abbraccio forte, e che ringrazio per avermi insegnato tante cose, Boban e Gigi... Un bosniaco,che ha deciso di dar fuoco alla sua divisa durante il conflitto e un fiorentino che ha deciso di guardare al di là dell'adriatico.... 

Commenti

Wow

unknow | 11/07/2007, 20:51

Ottimo ospite, come hai avuto il contatto? :P

dimenticavo

unknow | 11/07/2007, 20:52

Vale mi presti "la guerra in casa"?

 
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